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ECONOMIA
convegno sul paesaggio a Sessa Aurunca
26 marzo 2009


Nell’ambito delle manifestazioni Sirena d’oro di Sorrento e Mese dell’Olio dop indette dalla Regione Campania, il 27 marzo prossimo avrà luogo nell’aula consiliare del Comune di Sessa Aurunca, con inizio alle ore 16,00 il convegno sul tema “Il paesaggio olivicolo tradizionale: una risorsa per lo sviluppo locale”.

Al convegno, organizzato dal Comune di Sessa Aurunca con la collaborazione della Provincia di Caserta, del Parco regionale di Roccamonfina, dell’Associazione nazionale Città dell’Olio e dell’Associazione Città Paesaggio, interverranno fra gli altri il sindaco di Sessa Aurunca Luciano Di Meo, il presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio Enrico Lupi, il presidente del Parco regionale di Roccamonfina Raffaele Aveta, il dirigente dello Stapa-Cepica Regione Campania, Ruggero Bartocci. Tra gli interventi previsti, quello di Mario Pagano, Soprintendente archeologo per la provincia di Caserta, illustrerà un campo d’indagine archeologica ancora poco esplorato, quello legato ai segni delle modificazioni che il paesaggio ha subito in età classica; Massimo Visone, storico dell’architettura dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” illustrerà la percezione e la rappresentazione del paesaggio nel tempo; Isidoro Fasolino, urbanista dell’Università degli Studi di Salerno offrirà uno spaccato sul consumo di suolo e sulle modificazioni del paesaggio campano in relazione a modelli di sviluppo sostenibile che si rendono ormai necessari per assicurare le risorse del territorio alle generazioni future. Raffaele Sacchi, agronomo dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” affronterà il tema della salvaguardia del paesaggio alla luce delle esigenze legate alla produzione olivicola, e Amedeo Barletta, giurista dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” svilupperà il tema della tutela del paesaggio fra politiche comunitarie e azioni locali.

Nel corso della manifestazione avrà luogo la cerimonia di consegna della bandiera dell’Associazione nazionale Città dell’Olio alla città di Sessa Aurunca.




permalink | inviato da nicolasorbo il 26/3/2009 alle 10:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
ECONOMIA
la petizione popolare
20 gennaio 2009
 

Testo della petizione


campagna popolare per una legge che riconosca l'agricoltura contadina e liberi il lavoro dei contadini
dalla burocrazia


ESISTE un numero imprecisato di persone che praticano un'agricoltura di piccola scala, dimensionata sul lavoro contadino e sull'economia familiare, orientata all'autoconsumo e alla vendita diretta; un'agricoltura di basso o nessun impatto ambientale, fondata su una scelta di vita legata a valori di benessere o ecologia o giustizia o solidarietà più che a fini di arricchimento e profitto; un'agricoltura quasi invisibile per i grandi numeri dell'economia, ma irrinunciabile per mantenere fertile e curata la terra (soprattutto in montagna e nelle zone economicamente marginali), per mantenere ricca la diversità di paesaggi, piante e animali, per mantenere vivi i saperi, le tecniche e i prodotti locali, per mantenere popolate le campagne e la montagna.

Per quest'agricoltura che rischia di scomparire sotto il peso delle documentazioni imposte per lavorare e di regole tributarie, sanitarie e igieniche gravose,

per ottenere un riconoscimento che la distingua dall'agricoltura imprenditoriale e industriale, per ottenere la rimozione degli ostacoli burocratici e dei pesi fiscali che ostacolano il lavoro dei contadini e la loro permanenza sulla terra,


 

CHIEDIAMO CHE

punto 1

Chi coltiva un appezzamento di terra, qualunque sia la sua dimensione, per l'autoconsumo familiare e per la vendita diretta e senza intermediari, possa liberamente:


 

a.     trasformare e confezionare i propri prodotti nell'abitazione o nei suoi annessi, attraverso le attrezzature e gli utensili usati nella consueta gestione domestica;


 

b.     vendere i propri prodotti agricoli (comprese le sementi autoriprodotte), alimentari e di artigianato manuale ai consumatori finali, senza che ciò sia considerato atto di commercio.

punto 2

I contadini che, come occupazione prevalente, praticano la coltivazione del fondo e del bosco o l'allevamento o la raccolta di erbe e frutti spontanei, esclusivamente per l'autoconsumo familiare e per la vendita diretta ai consumatori finali e agli esercenti locali di vendita al dettaglio e ristorazione, e che non siano anche lavoratori dipendenti o liberi professionisti né abbiano dipendenti, salvo eventuali avventizi impiegati in attività di raccolta


 

SIANO ESONERATI DA

a.     il regime Iva, la tenuta di registri contabili, l'obbligo di iscrizione alla camera di commercio; ogni imposta o tassa relativa all'occupazione prevalente, alla propria abitazione e al fondo, comprese quelle di registrazione e proprietà relativa all'acquisto di terreni confinanti con i propri e confinanti tra loro;

b.   l'applicazione del sistema HACCP e, più in generale, le norme vigenti in materia di igiene e sicurezza degli alimenti;

c.      i vincoli progettuali e urbanistici per:

-    la costruzione di stalle, serre e altri annessi sui propri terreni e per l'esclusiva occupazione prevalente, purché realizzati con una dimensione massima di 30 mq e a un piano fuori terra, secondo tipologie bene inserite nel contesto ambientale, con strutture solo rimovibili e senza possibilità di cambio della destinazione d'uso;

-     la ricostruzione di manufatti preesistenti in terra, in legno o in pietra a secco;

     ABBIANO DIRITTO DI

d.     macellare direttamente nel proprio fondo il bestiame nato e allevato nel podere, limitatamente a un numero di capi proporzionati ai membri della famiglia e ai propri ospiti, e seppellirne i resti secondo le consuetudini locali, fatti salvi gravi motivi sanitari o la non idoneità dei terreni;

e.   esercitare nella propria abitazione e sul proprio fondo attività di ospitalità rurale, fino a un massimo di dieci coperti e posti letto, senza necessità di autorizzazioni e senza essere soggetti a regole fiscali e sanitarie;

f.       pagare i minimi contributi assistenziali e previdenziali;

g.     ricevere, attraverso le regioni, servizi gratuiti a domicilio di:

-    assistenza veterinaria e agronomica;

-  assistenza burocratica e ricezione per qualunque domanda, dichiarazione, denuncia o modulistica di altro genere a qualunque titolo richiesta dall'amministrazione pubblica o comunque dovuta per legge.


 

punto 3

I contadini definiti nel punto 2 siano registrati in uno specifico albo del comune di residenza e possano attestarsi con autocertificazione, vera fino a prova di falso.

punto 4

Il lavoro prestato ai contadini definiti nel punto 2, nel loro fondo, gratuitamente o come apprendistato o come scambio di opere, sia assimilato al volontariato e - salvo l'uso di scale o di macchine e attrezzature elettriche o a motore - non sia assoggettato a obblighi contributivi e previdenziali.

punto 5

Siano abolite le limitazioni sui contratti agrari in natura, purché favorevoli ai conduttori per una misura non inferiore al 70% del raccolto.



 

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permalink | inviato da nicolasorbo il 20/1/2009 alle 11:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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